“Perché ?”

Una lettera da Cheryl Porter

 

 

Ricordo come se fosse ora la prima volta che ho sentito un coro italiano cantare musica Gospel. Il direttore, un giovane di Venezia, mi aveva invitato ad intervenire come ospite speciale al concerto del suo coro. Non potevo veramente immaginare ciò che mi stava aspettando. Anzi, mi chiedevo quasi stupita, “Perché?”.

Non riuscivo a concepire perché un gruppo di italiani potesse voler cantare la Black Music americana.

Il giorno del concerto, ero pronta per la prova generale e… incredibile! Avevano persino le tuniche!

Quando poi essi aprirono le loro bocche le lacrime presero a scorrere giù dalle mie guance come loro intonarono “Jesus is the Answer for the World Today” (che significa: “Gesu’ è la cura per il mondo, oggi”).

In quel momento ho capito quanto in fondo al cuore può giungere il messaggio della musica Gospel,  abbattendo le barriere sociali, economiche e razziali. Fu allora che mi resi conto di non voler più dedicare la mia vita all’Opera, e che avevo qualcosa di più importante da fare: portare questa musica al maggior numero di persone possibile.

E cinque anni dopo mi trovo qui, in un paese straniero, a cantare canzoni di fede, pace, libertà, amore, paradiso… C’è un solo Dio e il suo messaggio è sempre lo stesso per tutti noi. “Jesus is the Answer for the World Today”.

Ci sono tante persone che vengono da me prima di un concerto, e mi dicono “Non capisco l’inglese, e non so se capirò la musica”. Ed io semplicemente dico a loro di ascoltare con i propri cuori, perché Dio parla in tutte le lingue.

Davvero io credo che la musica Gospel sia la voce dell’umanità.

 

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